Confronti

Amazon Associates: tagli commissioni 2020-2025 e come compensare con link multi-merchant

Storia dei tagli Amazon Associates dal 2020 al 2025, impatto reale su testate IT e strategia multi-merchant per recuperare RPM senza perdere traffico.

Stefano Novelli · · 9 min di lettura
Amazon Associates: tagli commissioni 2020-2025 e come compensare con link multi-merchant

Chi gestisce una testata tech o lifestyle in Italia lo sa bene: ogni due anni arriva la mail di Amazon che annuncia una revisione delle aliquote Associates, e ogni volta il fatturato affiliate si accorcia di un pezzo. Per molti editori italiani la domanda non è più "quanto guadagno con Amazon" ma "quanto posso permettermi di dipendere da Amazon".

In questo articolo ricostruiamo la storia dei tagli dal 2017 al 2025, mostriamo l'impatto concreto sul conto economico di una redazione media italiana e spieghiamo perché la risposta strategica non è cambiare network, ma smettere di avere un solo merchant.

La storia breve dei tagli: 2017, 2020 e oltre

Fino al 2016 Amazon Associates usava un modello a volume: più vendite generavi, più alta era l'aliquota, fino a un massimo di circa l'8,5%. Un sistema che premiava chi costruiva audience fedele.

Marzo 2017. Prima svolta strutturale: dal 1° marzo 2017 Amazon elimina il modello a volume e introduce aliquote fisse per categoria. Per molte categorie è un taglio netto. L'informatica (PC e componenti) si assesta intorno al 2,5%, la moda al 7%, i libri al 4,5%, i giocattoli al 3%. L'elettronica consumer non ha più una categoria dedicata distinta e viene assorbita in aggregati con aliquote variabili.

Aprile 2020. In piena pandemia Amazon taglia di nuovo, in modo drastico, a livello globale. Casa, arredo, giardinaggio, animali passano dall'8% al 3%. Bellezza e cuffie dal 6% al 3%. Alimentari all'1%. Per l'elettronica e l'informatica i tagli sono meno uniformi ma il trend è chiaramente al ribasso. Il messaggio ufficiale parla di "riequilibrio", la realtà è che Amazon non ha più bisogno degli editori per portare traffico: durante il lockdown ci arrivano gli utenti da soli.

2021-2025. Nessun annuncio di taglio globale paragonabile al 2020, ma erosione graduale. Amazon.it adotta una struttura a scaglioni basata sul volume mensile di ricavi: elettronica e informatica si collocano tipicamente tra l'1% e il 3% per gli acquisti diretti, le bounty di Prime e Audible vengono periodicamente ridimensionate. Il risultato complessivo, anno dopo anno, è una curva di rendimento che scende.

Il risultato, per una testata tech italiana media, è questo: nel 2016 un click che portava a un acquisto di un monitor da 300 euro poteva fruttare tra i 10 e i 15 euro a seconda del volume mensile. Nel 2025, lo stesso click sullo stesso monitor ne frutta indicativamente 3-9 euro a seconda dello scaglione di volume. Una fetta significativa del valore è sparita senza che l'editore abbia cambiato una riga del suo lavoro.

Commissioni per categoria (Italia, 2025): ordine di grandezza

Le aliquote Amazon.it dipendono dal programma, dalla struttura a scaglioni e dalla distinzione tra acquisti diretti e indiretti. I numeri seguenti sono ordini di grandezza indicativi basati sulle fonti disponibili; per le cifre precise e aggiornate, consulta la pagina commissioni ufficiale su programma-affiliazione.amazon.it.

Categoria Pre-2017 (volume max) Dopo 2017 Dopo 2020 2025 (indicativo)
Moda e abbigliamento fino a 8,5% ~7% ~7% ~3-4% (apparel), luxury beauty ~10%
Libri fino a 8,5% ~4,5% ~4,5% ~4,5%
Casa e cucina fino a 8,5% ~8% ~3% ~3%
Giocattoli fino a 8,5% ~3% ~3% ~3%
Elettronica e informatica fino a 8,5% ~2,5% (PC) in calo ~1-3% (a scaglioni)
Videogiochi fisici e console fino a 8,5% ~2% ~1% ~1%
Grandi elettrodomestici fino a 8,5% ~3% ~3% ~3% o meno

La tendenza è chiara: chi pubblica contenuti tech, informatica e gaming ha perso la quota più consistente di valore per click nel corso di un decennio. Chi pubblica lifestyle, ricette e libri ha sofferto meno, ma nessuno è rimasto fermo.

Perché il lock-in Amazon è un problema strategico

Il punto non è che le aliquote siano scese, è che siano scese unilateralmente. Amazon può rivedere le condizioni quando vuole, con preavvisi brevi e senza margine di negoziazione. Per un editore significa:

  1. Nessun controllo sul ricavo unitario. Lo stesso articolo che nel 2019 generava 2 euro a click oggi ne genera molto meno. Il lavoro editoriale non è cambiato, il valore sì.
  2. Nessuna leva commerciale. Chi vende il 90% del proprio affiliate via Amazon non ha alternative: accetta o sparisce dal programma.
  3. Dipendenza dal cookie. Amazon non abilita il deep linking di terze parti in modo completo e il cookie resta a 24 ore. Ogni aggiornamento della policy browser (ITP, Privacy Sandbox) penalizza prima gli editori di Amazon di quelli su network diretti.
  4. Nessuna visibilità granulare. I report Associates mostrano conversioni aggregate, non permettono di capire quale articolo è ancora redditizio e quale no.

Quest'ultimo punto è critico: se non sai quale articolo rende e quale brucia traffico, non puoi nemmeno decidere cosa riscrivere. Abbiamo parlato del tema più in dettaglio in come tracciare la revenue per articolo, perché senza quel dato qualunque strategia di recupero è cieca.

La strategia multi-merchant: cosa significa in pratica

La risposta non è abbandonare Amazon. Amazon converte, ha brand trust, spedisce in un giorno. La risposta è smettere di trattarlo come l'unico merchant e iniziare a trattarlo come uno dei merchant, scelto dinamicamente articolo per articolo in base a disponibilità, prezzo e commissione.

In Italia il panorama 2026 offre alternative serie:

  • Trovaprezzi e Idealo. Comparatori che pagano per click o per lead qualificato. Particolarmente forti su elettronica, informatica, grandi elettrodomestici. Commissione indiretta, ma spesso l'RPM è superiore ad Amazon proprio sulle categorie che Amazon ha tagliato di più.
  • Unieuro, MediaWorld, ePrice. Disponibili via network CPA (TradeDoubler, Awin, Sovrn Commerce). Le commissioni variano per accordo e periodo promozionale; verificare le condizioni aggiornate direttamente sui network. Cookie tipicamente a 30 giorni.
  • eBay Partner Network. Rimasto stabile come commissioni, utile su usato, ricondizionato, collezionismo.
  • Merchant verticali. Per moda, bellezza, casa, arredamento spesso esistono programmi diretti o via rete con commissioni molto superiori ad Amazon.

La strategia multi-merchant consiste nel fare in modo che, quando un utente clicca su un prodotto citato in un articolo, il link punti al merchant che in quel momento massimizza la combinazione di probabilità di conversione, commissione e disponibilità stock. Non il merchant "scelto a mano dal giornalista tre anni fa".

Come strutturare gli articoli per sfruttare merchant multipli

Il problema pratico di molte redazioni è che gli articoli sono pieni di link Amazon hardcoded, infilati uno per uno a mano in fase di pubblicazione. Rifarli significa mesi di lavoro manuale su migliaia di URL. Non si fa, non si è mai fatto, non si farà.

La soluzione sensata è disaccoppiare il contenuto editoriale dalla logica di link: il giornalista scrive l'articolo citando il prodotto per nome, un sistema esterno riconosce la citazione e inietta il link verso il merchant migliore in quel momento. È l'approccio che usiamo in AnchorLabs: un widget JavaScript che scansiona gli articoli per selettore CSS, riconosce i prodotti nel catalogo del tenant e aggiunge tooltip e link contestuali multi-merchant, senza toccare il CMS e senza impattare i Core Web Vitals (il runtime è asincrono e pesa pochi KB).

In pratica, con questo approccio:

  • il contenuto editoriale resta pulito e riutilizzabile;
  • cambiare merchant o aggiornare commissioni non richiede di riscrivere articoli;
  • si può A/B testare su stessi articoli merchant diversi e misurare davvero quale converte di più;
  • quando Amazon taglia ancora, si sposta il traffico senza toccare il content team.

Abbiamo raccontato il confronto più specifico fra approccio OneLink di Amazon e approccio editoriale nativo in Amazon OneLink vs editoriale, che è il gemello tecnico di questo articolo.

Esempio prima/dopo RPM su una testata tech italiana

Prendiamo una testata tech di taglia media, 1,5 milioni di pagine viste al mese, con il 60% del traffico concentrato su articoli recensione e comparativi di elettronica e informatica. Nel 2016-2017 con il modello a volume poteva fare 15-20 euro di RPM affiliate su Amazon. Nel 2025, con lo stesso traffico e lo stesso content mix, si stima un RPM significativamente inferiore — nell'ordine di pochi euro — a seconda del volume mensile e dello scaglione. I numeri esatti dipendono dal mix di categorie, dal CTR e dal tasso di conversione specifici della testata.

Dopo aver introdotto uno strato multi-merchant sugli stessi articoli, senza modificarne il testo:

  • Amazon resta attivo e continua a prendere i click degli utenti fedeli al brand.
  • Trovaprezzi e Idealo catturano gli utenti in fase di confronto prezzo, che spesso non avrebbero cliccato su Amazon.
  • Unieuro, MediaWorld, ePrice via network catturano gli utenti interessati a finanziamento, ritiro in negozio, promozioni locali.

L'effetto combinato è un RPM aggregato superiore a quello del solo canale Amazon, usando lo stesso identico traffico. Soprattutto, si smette di essere ostaggio di un singolo fornitore le cui condizioni possono cambiare in qualsiasi momento.

Il calcolo completo, con modelli per testate diverse per dimensione e nicchia, è nella guida a come monetizzare una testata online.

Cosa fare concretamente nei prossimi 30 giorni

Se gestisci una testata che oggi dipende per l'80% o più da Amazon Associates, questi sono i passi realistici:

  1. Fai un inventario. Quanti articoli attivi hai, quanti click Amazon genera ciascuno, quanti sono già obsoleti.
  2. Quantifica il danno reale. Confronta l'RPM affiliate del 2023 con quello attuale per gli stessi articoli.
  3. Apri almeno due account alternativi. Un comparatore (Trovaprezzi o Idealo) e un network CPA (Awin o TradeDoubler) coprono già la maggior parte dei retailer italiani rilevanti.
  4. Introduci uno strato di link contestuali. Che sia AnchorLabs o un'alternativa, l'importante è non rimettere le mani articolo per articolo.
  5. Misura per articolo, non aggregato. Solo così sai dove il multi-merchant ha effetto vero e dove no.

Amazon Associates non sta morendo, ma sta diventando una delle fonti di revenue, non più "la" fonte. Gli editori che hanno già diversificato su più merchant non subiscono ogni aggiornamento delle policy come una crisi esistenziale: è una notizia, non un'emergenza. Quelli che arrivano a questo punto con l'80% del fatturato su Amazon, invece, stanno rivedendo i budget editoriali. La differenza non è il traffico, è come quel traffico viene monetizzato.

Domande frequenti

Quali sono le commissioni Amazon Associates in Italia nel 2025?

Le aliquote variano per categoria e per programma (Amazon.it ha una struttura a scaglioni basata sul volume mensile). In linea generale: elettronica e informatica si collocano tra l'1% e il 3% a seconda del volume, moda e abbigliamento intorno al 3-4%, luxury beauty fino al 10%, libri intorno al 4,5%, casa e cucina circa il 3%. Rispetto al 2019 quasi tutte le categorie tech hanno perso tra il 50% e il 70% del valore originario. Consulta la tabella commissioni ufficiale su programma-affiliazione.amazon.it per i valori aggiornati.

Perché il lock-in su Amazon è rischioso per un editore?

Perché una singola decisione unilaterale di Amazon può dimezzare il fatturato affiliate di una testata in una notte, come già successo nel 2017 e nel 2020. Senza una strategia multi-merchant l'editore non ha leve negoziali né alternative immediate.

Conviene ancora usare Amazon Associates nel 2025?

Sì, ma solo come uno dei merchant in rotazione, non come unica fonte. Amazon resta forte su conversione e brand trust, ma va affiancato a comparatori come Trovaprezzi e Idealo e a retailer italiani come Unieuro, MediaWorld ed ePrice via network CPA.

Come si implementa tecnicamente una strategia multi-merchant senza rifare gli articoli?

Con un widget JS che riconosce i prodotti citati nel testo e inietta link contestuali verso più merchant in base a disponibilità e commissione. AnchorLabs fa esattamente questo senza toccare il CMS e senza impatto sui Core Web Vitals.